Mauro e la sua storia

Una mente che si crede potente è come un telescopio: presume ravvicinare quello che è lontano, ma poi è incapace guardarsi intorno

Testimoni di Geova e la grande ipocrisia

Tutti diritti riservati. Per informazioni scrivere a: possy@hispeed.ch

Per molti questo titolo sembrerebbe assai scottante, un po osato, parole dure, ancora meno accettabile quando questa associazione si definisce la sola ad avere d’approvazione di Dio, ed a identificarsi il solo canale che Dio avrebbe scelto per l’umanità.

Per chi conosce questo gruppo di persone sentirà spesso delle affermazioni frasi e parole dette con profonda convinzione, eccone alcune: - Quando ero nel mondo! - Adesso che sono nella verità! I giusti erediteranno il regno di Dio! Dio è un Dio di Giustizia, un Dio d’Amore. (parole tratte dalla bibbia).

E sconcertante, e per poco dire molto preoccupante quanto essi siano capaci staccarsi dalla società, credendosi sinceramente nel vero, l’individuo è preso d’orgoglio, solo lui ha la verità, solo lui ha le benedizioni di Dio. Tutti gli altri saranno distrutti, bambini compresi. Anche all’evidenza dei fatti che dimostrerebbe quanto questa associazione sarebbe nel falso e nel surreale, essi si chiudo in una conchiglia non volendo esaminare ed accettare a se stessi l’evidenza. E molti, anche all’evidenza non osano ed non oseranno mai prendere posizione, infatti se uno di loro esprimerebbe con altri i suoi dubbi su una delle dottrine dettate dalla Watchtower Society, verrebbe subito trattato d’apostata. Elemento che spesso sarà espulso dalla comunità dei testimoni di Geova se non si ravvede dai suoi personali ragionamenti.

In queste mie pagine non vorrei portare in ribalta tutte le falsità della Watchtower Society, il mio scopo è solo dimostrare con le relative prove, quanto questa società sia ipocrita non curante dell’individuo.

Questo concerne solo la storia di mio fratello Mauro, una sola goccia in un diluvio devastante. Per approfondire altri argomenti potete inoltrarvi sul magnifico sito di Achille Lorenzi, dove molti soggetti sono trattati con estrema serietà. http://www.infotdgeova.it/index.php

Capirete nel mio racconto che io personalmente non ho nessun risentimento nella persona fisica testimone di Geova, mi sento solo deluso del loro stato d’amnesia constante. Ed a loro vorrei portare un mio aiuto sincero.

Cronologia dei fatti

Immaginate il volto di una mamma dopo tanti anni di disperazione? Difficile farsi un’immagine? Ebbene, adesso provate ad immagianare e a risentire la stessa persona con il viso a momenti paralizzato, con la voce stenta ad uscire, con il nodo in gola, con il battito del cuore fermo, le gambe inesistenti, le mani e braccia come morte, ed il respiro che si comanda da solo.

Questa è l’emozione incontrollata provocata dalle parole che appena aveva udito. Era un pomeriggio del mese di aprile 1997, in compagnia di Sergio e sua moglie, (il figlio dell’uomo con la vespa) propose a mia madre di farsi una passeggiate in località Castelforte dove avrebbero raggiunto i suoi genitori che erano già sul posto. L’occasione per prendere una boccata d’aria e raccogliere della verdura. Un posto del tipico Salento, ulivi secolari in un luogo sperduto di campagna. Poco prima di arrivare sul posto ed appena aperto il discorso di Mauro, Sergio si mise a raccontare che quel maledetto giorno non l’avrebbe mai potuto dimenticare per tutta la vita. Lo affermava con parole sincere. Ovviamente i luoghi fecero ricordare a Sergio cosa aveva visto e vissuto quel giorno in cui Mauro sparì. Ricordo come ieri che giocavo con Mauro ed alcuni miei cugini nelle vicinanze di casa, nella terra nel mezzo degli ulivi poco distante da dove eravamo tutti a trascorrere l’estate.

Non era da molto che eravamo insieme quando vidi un uomo che afferrava Mauro con brutalità portandolo via. Mauro si dibatteva gridando e chiamando mamma con tutte le sue forze. Voleva scappare ma l’uomo lo stringeva sotto le braccia si avviava per raggiungere un altro tipo che lo aspettava vicino una macchina di colore bianco.  Una scena che m’invase di paura, e come un matto corsi a stringere le gambe di mia mamma, credevo che avrebbero voluto rubare anche me. Mia madre pose subito una domanda. – Ascolta Sergio. Tu ricordi la faccia delle persone che presero Mauro?  – Si, ricordo bene la persona che afferrò Mauro, un uomo robusto, alto, capelli neri e ricci, con i baffi e pizzetto. Mentre a differenza del primo l’altro non l’avevo visto, a quella distanza ho solo potuto osservare che era un tipo alto e magro, e non faceva altro che guardare intorno.
Nell’istante in cui Mauro era messo con forza nella macchina andarono via e non li vidi mai più.
– Scusa Sergio, hai domandato a Mauro chi l’ha portato la su a Castelforte? – Si, mi aveva detto che erano state due persone che non conosceva! Pochi istanti dopo raggiunsero i suoi genitori, e mia madre nascondendo le sue emozioni chiese a Sergio di ripetere l’accaduto appena raccontato.
E inutile descrivere la loro faccia, il padre atterrito da quello che sentiva non osava parlare, e come diceva mia madre, cambiava di colore dal giallo al verde e rosso.
La madre entrava in panico e balbettando non faceva altro che sminuire il figlio. Sergio, insisteva nelle sue dichiarazioni, riprese la parola e con convinzione ripeteva; – Mamma, quello che ho detto è vero e quel giorno non potrò mai più dimenticare. Presente sul posto c’era una donna, la signora Casciaro loro amica, anche lei testimone di Geova, senza parole il suo sguardo non andava oltre le foglie che la circondavano. Sergio aveva asserito che Mauro era arrivato sui luoghi con due persone che non conosceva, ma se era tranquillo a giocare avrà pure accettato farsi condurre senza porre resistenza. Si sa con certezza che Mauro sparì scalzo. E poi come poteva dibattersi gridando aiuto se le persone erano le stesse ad averlo portato sul posto. Non è coerente pensare che fossero quattro persone differenti ad effettuare quei spostamenti, vero? Due che lo avrebbero portato da Racale a Casteforte, e poi due altri da Castelforte che lo presero con forza. Solo una persona di fiducia poteva proporre a Mauro di andare con loro. E se fosse stato il padre di Sergio a portare Mauro in zona Castelforte? E per quale motivo?

Tornata a casa mia madre ripeteva l’accaduto a mio padre ed sua sorella. Faceva pietà vederla, gli tremavano le gambe, ma lucida nel pensiero. Decisero subito una linea di condotta da adottare. Era importante che questa testimonianza fosse messa subito a disposizione degli inquirenti. La scena del rapimento di Mauro alla luce dopo venti anni, non si poteva perdere tempo. Andarono subito dai carabinieri di Racale, esposero i fatti domandando se era possibile rilevare la dichiarazione di Sergio. Il risultato non fu una barzelletta sui carabinieri, e neanche la tipica frase che conclude un articolo di giornale. Ricordate? Sull’accaduto indagano i carabinieri. No, dissero semplicemente che non potevano procedere senza gli ordini dei loro superiori. Bene, adesso mi domando se questi nostri  rispettabili carabinieri sarebbero intervenuti in un’altra situzione. Quale? Marachiallo, scavando in un trullo abbiamo trovato un tesoro. Tantissime monete d’oro molto antiche, e svariate armi da fuoco con munizioni. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Primo passo avanti e due indietro, si recarono da un anziano di congregazione, ed a differenza dei primi lui rassicurò i miei genitori che ne avrebbe parlato con Sergio e tutto sarebbe andato bene. –Non preoccupatevi metteremo tutto in ordine. Bisognava aspettare! Aspettare cosa? Tornati a casa e dopo una lunga riflessione dedussero che anche quello era un passo sbagliato. Telefonarono all’anziano appena visitato e spiegarono di non far nulla. La faccenda andava messa in ordine prima tra le parti (fratelli nella stessa fede). Secondo un determinato e preciso principio biblico che dice …va e metti a nudo la sua colpa fra te e lui solo. (Matte18:15-17).
In seguito andarono a casa dei fratelli e domandavano a Sergio se fosse d’accordo deporre la sua testimonianza agli inquirenti. Non sapeva cosa rispondere impaurito guardava suo padre che seduto piangeva come un bambino. La madre reagiva con rabbia gridando e minacciandolo ad alta voce. –Se tu avrai bisogno di un avvocato non contare su di noi, vai testimonia quello che hai detto, ma prima che ti uccidano loro ti ucciderò io con le mie mani. Strana minaccia, chi poteva uccidere Sergio prima delle mani di sua madre? Stranamente cambiarono idea e dissero essere d’accordo, Sergio avrebbe testimoniato. La conversazione non si inoltrò tanto e i miei genitori andarono via rassicurati che questi nuovi elementi sarebbero stati molto importanti per il proseguimento delle indagini.

Passarono alcuni giorni e la delusione fu grande scoprire che Sergio aveva dichiarato una versione completamente differente da quella conosciuta. – Non è vero quello che dice la signora Romano. Io gli ho detto solo che in quel luogo chiamato Castelforte si sono fatte alcune indagini e basta. La questione non poteva andare avanti così, mia madre passava da bugiarda, o magari da folle che si era inventato tutto. Ecco perché decisero di domandare aiuto agli anziani della congregazione di Racale. Con gentilezza chiesero a l’altra testimone, la signora Casciaro, di essere disposta ad apportare la sua testimonianza essendo lei presente alle rivelazioni di Sergio. La domanda fu posta leggendo per primo un versetto biblico, Levitico 5: 1 che dice espressamente come agire in determinate situazioni. – Se una persona pecca perché nulla dichiara, benché abbia udito la formula di scongiuro e sia essa stessa testimone o abbia visto o sappia, sconterà la sua iniquità. La gentilezza e il versetto non bastarono, e con determinazione pose fine alla conversazione dichiarando; Me ne frego delle scritture, io non voglio niente a che fare con questa storia, voglio prendermi i fatti miei. Non si ottenne nessun risultato positivo con gli anziani, neppure con Sergio e la sua Famiglia. La posizione degli anziani restava neutrale anche se era evidente e chiaro chi si trovava in fallo. Dopo aver ricevuto una visita degli anziani e recatosi dalla famiglia di Sergio si ottenne un accordo. Sergio si ravvedeva dal suo errore, e dopo aver di nuovo raccontato l’accaduto di quel giorno davanti agli anziani promise di andare a testimoniare.

Da quel giorno a loro insaputa, gli anziani diventavano a loro volta testimoni delle rivelazioni di Sergio. Il problema pareva risolto, e i miei genitori proposero accompagniarli a Lecce in questura. Si rifiutarono andando poi da soli a dichiarare esattamente il falso come la prima volta.
Perplesso dalla situazione il commissario dedusse dichiarando che il ragazzo stava coprendo qualcuno, molto probabilmente i suoi genitori. –Il quel luogo è successo qualcosa di brutto, evidentemente hanno riconosciuto i responsabili, oppure sono loro che hanno commesso l’inriparabile. Solo in questo modo si spiega la loro paura. Ed aggiunse che era indispensabile la denuncia contro il ragazzo, il solo modo per andare avanti.

Inconcepibile per i miei genitori deporre una denuncia contro un loro fratello in fede. Le settimane passarono e la soluzione sembrava assai complicata, avevano evitato la denuncia ma dovevano pur trovare un’altro modo. Un’idea al quanto logica ma non apprezzata dalla maggioranza degli anziani. Anche due di questi anziani erano diventati testimoni delle rivelazioni di Sergio, allora perchè non chiamarli anche loro a deporre? Uno di questi anziani si oppose dichiarando vivamente che sarebbe diventato cattivo se lo avrebbero chiamato come testimone. Durante una riunione d’anziani si azzardò dicendo al gruppo che la famiglia Romano voleva denunciare anche il corpo degli anziani. Fu facile dimostrare che il dire era solo una calunnia. Non avevano denunciato Sergio, come potevano denunciare il corpo degli anziani? Convinti che la denuncia avrebbe evitato biasimo al nome di Geova. Un disperato tentativo venne fatto per far cambiare idea a Sergio e famiglia, ma dissero solo che si sarebbero presentati con il loro avvocato se di nuovo chiamati dal commissario.

Mentre questi valorevoli conduttori spirituali continuavano ad incoraggiare che rimaneva importante non denunciare il proprio fratello, non facevano niente preferivano far passare il tempo. I miei genitori sollecitarono aiuto agli anziani in tanti e diversi modi ma tutto andava per il peggio, secondo la loro opinione tutto doveva essere lasciato nelle mani di Geova (Dio). La conferma veniva da uno di essi e pose questo finale; – Sergio e la famiglia dicono di aver detto tutta la verità, adesso dateci la prova del contrario portateci la prova della loro menzogna e poi faremo il necessario. Ma come? Lo sai anche tu che due degli anziani hanno sentito con le loro orecchie le rivelazioni di Sergio. Come puoi dire una cosa del genere, rispose mia madre sconvolta. Andò via dicendo che non era al corrente di questi due testimoni.

Sarebbe stato facile domandare una copia del verbale al magistrato senza dare le vere motivazioni? E poi a che cosa servirebbe dimostrare quello che già era certo e provato? Allora cosa stanno nascondendo? Ma come si può avere la pretesa che Dio diriga la sua congregazione da uomini buoni ed amorevoli se essi si dimostrano essere divisi e falsi, negando il diritto della giustizia ad un suo membro? Questo comportamento è ripugnante ed inaccettabile poco conforme all’amore cristiano.

E un problema grave è deve essere risolto. Si sta parlando di un bambino scomparso non di un litigio di poca importanza. Quante volte ci è stato ribadito che l’uomo è imperfetto e che può sbagliare aggiungendo che l’amore copre una moltitudine di peccati? Avvalersi di questo principio per i miei genitori era importante, ed anche io in pieno accordo gli aiutai a scrivere una lettera alla Betel di Roma, ossia alla sede legale della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. La lettera conteneva tutte le spiegazioni inerenti la suddetta questione, fu inviata il 19 aprile 1997. Era una supplica disperata, una chiamata d’aiuto ad non essere abbandonati.

Lettera inviata il 19 aprile 1997

Finalmente un mese dopo una risposta scritta il 19 maggio 1997.

Lettera ricevuta il 19 maggio 1997

(per migliore lettura eccone il contenuto)


Cari fratelli Romano, Rispondiamo con piacere alla vostra lettera del 19 aprile 1997. Siamo molto dispiaciuti per ciò che vi è accaduto molti anni fa e il dolore che la scomparsa di vostro figlio deve avervi causato. Di certo la speranza della risurrezione e le parole di Isaia 65: 17 vi saranno di sostegno e grande conforto.
Comprendiamo la questione che sollevate e che, naturalmente vi sta molto a cuore. Tuttavia riteniamo sia doveroso da parte nostra evidenziare la natura strettamente personale della cosa. Non aspetta alla congregazione, e pertanto agli anziani, interferire indebitamente su una questione cosi personale. La congregazione è stata constituita per promuovere il ministero cristiano, l’opera di predicazione della buona notizia del Regno d Dio. Matteo 24:14; 28:19,20.
Possiamo capire il vostro desiderio di fare luce sulla scomparsa di vostro figlio, che è un desiderio del tutto legittimo. Ma mentre farete quanto riterrete più opportuno, vi esortiamo ad avere anche a cuore la pace della congregazione e a non fare nulla che possa turbarla. Gli anziani potranno aiutarvi a tener conto di certi principi scritturali perché guidino le vostre decisioni, anche se faranno bene a lasciare a voi la responsabilità delle vostre scelte. – Giacomo 3:18 – I Pietro 4:8 – I Corinti 6: 1-8 Colossesi 3:24,25.
Vi incoraggiamo a dare al Regno di Dio la priorità che merita e a non dimenticare la dedizione fatta a Geova, Colui che è in grado di dare vita eterna e di risuscitare i morti. (Matteo 6:33; Ebrei 10:39). Ricevete i nostri affettuosi saluti fraterni.
La lettera è firmata Tuoi fratelli e conservi.
Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.
p.c: Al corpo degli anziani della congregazione di Racale.

Una richiesta d’aiuto beffeggiata in questo modo? Cosa stanno insinuando con questi amorevoli consigli? Come si devono interpretare le scritture riportate? Il tempo passava e gli stessi consigli erano ripetuti oralmente dagli anziani. La famiglia Romano era turbata dal contenuto della lettera, ma la loro fede era grande, speravano che Geova avrebbe fatto parlare l’ingiusto essendo Lui il vero Dio e la congregazione il suo popolo. Continuarono fermamente a credere che tutto sarebbe rientrato in ordine. Personalmente avevo analizzato in modo molto diverso il contenuto della lettera, ma non vollero ascoltarmi erano come ciechi e sordi. I miei genitori quasi mi accusarono di apostasia, e restavano inutili le mie spiegazioni.

Per me era evidente che Società dei Testimoni di Geova con la loro risposta non faceva altro che manipolare ancora di più la nostra famiglia. Minimizzando l’accaduto e giocando sulla fede incrollabile dei miei genitori, si dimostrava falsa ed incoerente.
Eccone la sintesi che mi facevo inerente all’uso inopportuno di tutte quelle scritture poste come un comando, o meglio dire un ordine.
Si incoraggia con la speranza della resurrezione. Chi ha detto che Mauro sia morto? Segue la scrittura di Isaia 17:65 che dice;
Poiché, ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra; e le cose precedenti non saranno ricordate, né saliranno in cuore.
Dunque dovremmo dimenticare tutto ciò e sperare solo in questo?
Quella di Matteo 24:14 e 28:19-20
E questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine. Andate dunque e fate discepoli di persone di tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello spirito santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni fino al termine del sistema di cose”.
Dunque la congregazione fa solo questo, ed anche voi dovreste continuare nella stessa direzione, e non bisogna fare nulla che possa turbare la congregazione. Ancora nessuna risposta pratica al problema gravissimo che a loro gli è stato presentato.
Giacomo 3:18
Inoltre, il frutto della giustizia si semina in condizioni pacifiche per quelli che fanno la pace.
I Pietro 4: 8
Soprattutto, abbiate intenso amore gli uni per gli altri, perché l’amore copre una moltitudine di peccati.

Questi versetti mi fanno solo capire che non bisogna denunciare il proprio fratello alle autorità, e che sarebbe molto più saggio cercare la giustizia in condizioni pacifiche, e fare la pace.

Giudici di ladri d’arancie e mandarini

Ma come è possibile perdonare e fare la pace se non c’è colui che domanda perdono.
 Questo è un insulto per chi ha un minimo di capacità per capire con la propria testa che questo non è il solo canale di Dio sulla terra. Il problema sollevato dalla famiglia Romano è di natura molto grave, e loro usano scritture opportune per un ladro d’arancie e mandarini, o di un piccolo torto subito che faremo meglio dimenticare per la pace di molti. Ho cercato di essere positivo non volendo vedere solo negativo, ma non ci sono riuscito.

Non c’era nessun elemento che faccia sentire l’amore cristiano che tanto nelle loro file si attribuiscono. Ma poi usare la scrittura di I Corinti 6: 1-8, li rende ridicoli e falsi. E mentre usano queste scritture per manipolare la nostra famiglia osano dire e ribadiscono che la loro posizione non è affatto contraria alle norme cristiane denunciare alle Autorità una condotta criminosa che riguarda un testimone di Geova.

Ecco la nota della Congregazione cristiana dei testimoni di Geova di racale:

Il link:

http://www.lavocedimanduria.it/wp/bambino-scomparso-33-anni-fa-la-posizione-dei-testimoni-di-geova.html

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Bambino scomparso 33 anni fa, la posizione dei Testimoni di Geova


Riceviamo e pubblichiamo una nota della Congregazione cristiana dei testimoni di Geova di racale sulla triste vicenda del piccolo Mauro Romano, scomparso 33 anni fa e mai più ritrovato.

“In riferimento alle notizie diffuse da questa testata riguardanti la vicenda del piccolo Mauro Romano, scomparso nel nulla 33 anni fa, manifestiamo la nostra piena vicinanza ai genitori Natale e Bianca e comprendiamo la loro angoscia e la loro frustrazione. L’intera comunità locale dei testimoni di Geova in tutti questi anni ha fatto tutto quello che poteva manifestare loro amore cristiano senza riserve e vicinanza. Siamo profondamente dispiaciuti che le indagini a suo tempo espletate dalla Autorità inquirente non abbiano potuto risolvere il mistero legato alla scomparsa del piccolo Mauro. Ci preme ribadire in questa sede la posizione dei testimoni di Geova: non è affatto contrario alle norme cristiane denunciare alle Autorità una condotta criminosa che riguarda un testimone di Geova. Questo è stato ribadito più volte nelle nostre pubblicazioni stampate che sono ampiamente distribuite e indicato chiaramente nel nostro sito ufficiale jw-media.org.

Quando si verifica un reato, le nostre principali priorità sono sia proteggere le vittime da qualsiasi possibile ulteriore violenza sia far sì che le competenti Autorità siano celermente informate da coloro che sono a diretta conoscenza dei fatti. Confidiamo che in questa vicenda le Autorità possano fare piena luce restituendo, se possibile, serenità ai coniugi Romano.”

Fiduciosi che soddisferà la nostra richiesta volta a dare informazioni corrette ai Suoi lettori, ci è gradita l’occasione per porgerLe i nostri più distinti saluti.

Ruben Paiano

Io ho commentato nel giornale in questo modo:

possy@hispeed.chscrive:

C’è una grande differenza nel dire e mettere in pratica, la realtà è differente da quello che realmente fanno. Tutto sarà messo in opera per conservare la loro immagine. Questa ne è la prova. Ho sollecitato la risposta a questa questione indirizzando una lettera il 14 giugno 2010 alla WTS Roma con copia agli anziani della congregazione locale. Ma essi preferiscono diffondere a mezzo stampa e dall’ANSA. Lavandosi le mani dicendo che all’epoca l’indagato di oggi non apparteneva ai testimoni di Geova. Loro hanno ostacolato le indagine impedendo ai miei genitori di esporre denuncia. Io non accetto la loro solidarietà. Non fatevi ingannare. A tempo opportuno…ancora un pochettino…

possy@hispeed.chscrive:

Ribadite? Non è affatto contrario alle norme cristiane seguite dai testimoni di Geova denunciare alle Autorità una condotta criminosa che riguarda un testimone di Geova. Dunque in questo caso la famiglia Romano (tutta) sta solo divulgando menzogne contro i testimoni di Geova? E questo che ribadite? Ma come osate dire queste idiozie? L’immagine di chi volete conservare? Lo sapete che è una calunnia accusare una persona in questo modo quando quest’ultima può provarne il contrario? Quale dio state servendo? A disprezzo della verità, e solo la vostra immagine che conta? Ma come poteva Dio scegliere questo popolo? Il vostro comportamento è un insulto al nostro creatore. Aspettino risposta ad una lettera inoltrata a voi poche settimane fa. Spiegate alla gente perché non rispondete, capiranno… Con affetto fraterno.

Ma con i fatti si dimostrano falsi e ipocriti prendendo in giro anche le alte autorità dello Stato, beffeggiando le leggi che il cittadino ha approvato in un paese democratico. Oppure Dio si era sbagliato, e cosi ha dato nuove direttive al suo popolo. In questo modo si fanno anche beffa del nostro Creatore.

Osa qualcuno di voi che ha una causa contro un altro andare in tribunale davanti a uomini ingiusti, e non davanti ai santi? 2 O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se il mondo dev’essere giudicato da voi, non siete voi in grado di giudicare cose di minima importanza? 3 Non sapete che noi giudicheremo gli angeli? Perché, dunque, non cose di questa vita? 4 Se dunque avete da giudicare cose di questa vita, ponete come giudici gli uomini che sono disprezzati nella congregazione? 5 Parlo per farvi provare vergogna. È vero che non c’è fra voi un uomo saggio che possa giudicare tra i suoi fratelli, 6 ma un fratello va in tribunale con un fratello, e ciò davanti agli increduli?
7 Realmente, dunque, significa una completa sconfitta per voi che abbiate processi gli uni con gli altri. Perché non vi lasciate piuttosto fare un torto? Perché non vi lasciate piuttosto defraudare?
8 Al contrario, voi fate torto e defraudate, e questo ai vostri fratelli.
Colossesi 3: 24,25
Poiché sapete che da Geova riceverete la dovuta ricompensa dell’eredità. Siate schiavi del Signore, Cristo.
25 Certamente chi fa torto riceverà ciò che avrà fatto a torto, e non c’è parzialità.

Dunque lasciate perdere, sarà solo Geova che giudicherà e darà la dovuta ricompensa. Ma le autorità approvate da Dio a cosa servono? Mi piacerebbe avere una spiegazione, ma è evidente che la risposta la ho già.
Per concludere, la manipolazione prende tutta la sua forma usando un’altra scrittura quella di Matteo 6:33;

Continuate dunque a cercare prima il regno e la Sua giustizia, e tutte queste [altre] cose vi saranno aggiunte.
E adesso cosa facciamo noi con queste rivelazioni importanti che Sergio ha svelato? Lo hanno già detto prima; – mentre farete quanto riterrete più opportuno, vi esortiamo ad avere anche a cuore la pace della congregazione e a non fare nulla che possa turbarla.
Cosa potrebbe significare (mentre farete quanto riterrete più opportuno) se poi non si può fare assolutamente nulla che faccia turbare la congregazione?

Incoerenza seguita da contraddizione assoluta. Eccone una spiegazione personale che riflette bene cosa vogliono realmente imporci.


Denunciare il fratello? No, questo turberebbe la congregazione, e ci metterebbe subito in opposizione con l’incoraggiamento datoci con I Corinti 6: 1-8.

Farsi giustizia da soli? Anche questo sarebbe in opposizione con il comando biblico di Giacomo 3:18.

Rendere pubblica la faccenda con i media? No, questo porterebbe biasimo alla congregazione dei testimoni di Geova.

Allora cosa si può fare? Niente. Solo continuare ad essere eccellenti proclamatori della buona notizia, e sperare nella resurrezione perchè Geova è il vostro giudice, e salvatore. Ed la loro lettera finiva ancora con la speranza della resurrezione.
Dopo questa piccola riflessione è inutile cercare ad essere fedeli servitori di un dio insensibile e senza amore. Non si può riconoscere questa società il solo canale che Dio avrebbe scelto per il suo popolo, sono solo fesserie che la gente crede, non provando mai su cosa sia realmente basata la propria fede. Infatti e domandato ad ogni membro della comunità una sottomissione spontanea, per me questo include l’ordine di non porsi molte domande, ma solo accettare come porci affamati le false verità che solo lo schiavo fedele e discreto dispensa a suo tempo.

La setta mette in atto un modo per toglersi di torno chi le da fastidio.
In questo modo la legge di Cesare è sottomessa al secondo posto, e nel nostro caso, siccome i miei genitori non vollero assolutamente denunciare hanno provocato intralci alla giustizia. E di chi sono le responsabilità?

Dopo anni di battaglia infine sono riuscito a far capire ai miei genitori le falsità e la manipolazione vera e propria che questa società americana usa sulle persone. Ho studiato e cercato a capire dandomi risposta alle mie domande con prove incontestabili. Nove mesi di duro lavoro ed impegno mi hanno fatto aprire gli occhi. Non è mio scopo principale smascherare questa falsa religione, ossia delucidare il mistero della scomparsa di mio fratello Mauro, dunque lascio ad ognuno porsi le dovute domande con le reali risposte. Questo è mettere la propria fede alla prova, un cammino che deve essere fatto individualmente.

Come io ho potuto dolorosamente constatare, i dirigenti della Watchtower, non hanno per nulla a cuore gli interessi dei fratelli e le loro sofferenze, ma pensano esclusivamente alla loro propria posizione e interessi.

Intanto il tempo passava e solo il male si tramava alle spalle della famiglia Romano. Furono due gli anziani con che rimorsi di coscenza vennero segretamente ad informarci che una lettera era stata scritta alla società Watchtower di Roma, ci accusavano di aver avuto contatti con medium, il tutto basato su di un articolo di giornale. Tutti gli anziani ne avevano firmato il contenuto anche se non tutti ne erano daccordo. Questi due anziani nei mesi che seguirono si toglievano l’incarico di anziani, oppure gli fu rimosso, questo non l’abbiamo mai saputo.


20 Settembre 1997.

Io personalmente ho vergogna divulgare questa lettera. Mi domando sempre come potevano i miei genitori sentirsi adoratori di un dio cosi infame, con persone cosi vigliacche che non osarono neanche rispondere. Vi lasco scorrere la lettera


19maggio1997p2

19maggio1997p3

(per migliore lettura eccone il contenuto)


Cari fratelli vi rispondo alla lettera che mi avete inviato il 19 maggio 1997 e leggendola molto attentamente ho notato molta indifferenza e freddezza per tutte le questioni di grave importanza che avevo sollevato, infatti non ho trovato mai una sola parola che mettesse in risalto l’amore fraterno, è veramente fredda e distaccata, comunque ho come da voi suggerito, evitato a non turbare in alcun modo la congregazione, per di più non frequentandola evito di far sentire male alcuni. Perché? Ecco per rispondere a questo vi devo portare alla vostra attenzione alcune questioni che solo ora sono venuta a conoscenza, e che voi conoscete già. Non molto tempo fa mi è stato riferito che vi sono arrivate delle lettere. Con precisione due, e triste a dire piene di calunnie, accuse che vengono dalla famiglia Romanelli davanti a Farinato che io sono andata dai medium per sapere che fine ha fatto mio figlio Mauro rapito venti anni fa. Prima ancora che venissi a sapere la questione Farinato si è preso la libertà d’informarvi. La cosa molto più strana e che anche gli altri anziani hanno consentito e firmato questa lettera trascurando tutto il principio scritturale, il procedimento voi lo conoscete già. Matteo 18:15,16,17. Fratelli se io avessi fatto qualcosa di tanto ignobile non davanti a voi, ma a Geova la mia coscienza non mi avrebbe permesso di predicare e fare discepoli, perché Geova mi ha benedetta nell’opera di fare discepoli. Si, sono solo una sorella che ha rispettato ciò ch’è scritto e odiato ciò che Geova odia. Da questo loro comportamento si può solo notare che diamo molto fastidio e non ci vogliono in congregazione perché non mettiamo in pratica i loro pareri personali e lo stanno dimostrando scrivendo alla congregazione centrale calunnie. Ora vi chiedo sperando da voi una risposta che mi sia data prova con testimone di queste accusazioni che Romanelli e Farinato il promotore di tutto che ha avuto l’idea di far solo di testa sua. Considerate voi l’atteggiamento di questi anziani giusto e corretto? Da non dimenticate fratelli che la sapienza dovrebbe preoccuparsi della correttezza delle cose, e della loro giustezza. Essa conosce il valore dell’ordine e dell’armonia. La sapienza e in grado d’essere obiettiva di considerare i fatti imparzialmente e di ragionare su di essi con chiarezza. S’interessa dell’efficienza e dei risultati. La sapienza odia quindi l’orgoglio perché l’orgoglio non tiene affatto conto di tutto questo. Ma vi prego di fare attenzime perché tutto non finisce qui. Una seconda calunnia e stata formulata dai Romanelli, sono andati da Farinato dicendo che io li ho minacciati con l’intenzione di fare vendetta Ma vi posso fornire prova che non è così.
All’incontrario di questo quando ci siamo riuniti in sala insieme ad Virgilio Paiano e suo figlio Davide, Vittorio Romanelli, gridando e mancando di rispetto al luogo e agli anziani ci ha minacciato dicendo: Noi lasceremo la veritá e vi denunceremo e vi faremo pagare tutto.
Adesso penso che avete capito, Virgilio e Davide lo possono testimoniare, ma perché hanno firmato la lettera formulata da Farinato che dice proprio l’incontrario? Ad essere minacciati siamo solo noi non vi pare?
Cari fratelli quando voi mi avete scritto non capivo perché gli anziani dovevano aiutarmi a tenere conto di certi principi scritturali, ma ora capisco, avevate ricevuto totale deformazione della verità. Avendo capito con tutto questo che la parola di una sorella non vale un bel niente davanti al corpo degli anziani, ho preferito anche avendone esitato molto, mettervi al corrente di queste questioni.
Abbiate pazienza tutto non finisce qui.
Dovete saperlo che in congregazione la maggioranza dei fratelli sono caduti nel pettegolezzo,dicono che non vado in sala perché ho la coscienza sporca, e per di più tutti sanno tutto, bella segretezza. Ora lascio a voi immaginare la fiducia che si può avere in questi anziani. Si proprio quando dovrebbero stare vicino a una sorella tutti se ne stanno lontani. Avendo perso tutta la fiducia non mi resta nient’altro che sperare solo in Geova per ancora ricevere la forza necessaria per sopportare tutta questa calunnia e complotto scagliatosi sulla nostra famiglia, mi danno rabbia, ma vero dire anche molta pena. Avendo avuto durante venti lunghissimi anni sperato solo in Geova, pregato incessantemente per poi non parlare dei problemi e sofferenze subito, anche adesso, per tutta la nostra famiglia è una vera e propria delusione che provoca un enorme scoraggiamento. E veramente una delusione d’essere giudicati in questo modo.

Ma dov’è andato a finire il vero amore cristiano? Vi allego a questa lettera, fotocopia dell’articolo del giornale su cui gli anziani deducono queste, ripeto, ignobili accuse. Oltre a quelle della famiglia Romanelli. Come si può fratelli dopo tantissima perseveranza abbandonare Geova il solo Dio di verità per poi rivolgersi al padre della menzogna? Giovanni 8:44.

Se i giornalisti hanno usato queste ben determinate parole nella loro composizione nell’articolo è per fare attirare l’attenzione in maniera clamorosa. In effetti i motivi sono i seguenti: Qualche tempo fa abbiamo ricevuto una telefonata, era una donna che mi disse con convinzione che mio figlio è vivo e che era stato rapito e venduto per soldi Era stato preso da un nostro parente aiutato anche da alcune persone del nostro paese. All’incontrario di quello che dice il giornale la donna non ha voluto lasciare il nome ne l’indirizzo, ma proseguendo a parlare mi disse; non preoccuparti fra qualche giorno ti chiamerò io per dirti come devi muovere per incastrare questo tuo parente, è un parente dalla parte di suo marito che si trovava da quelle parti venti anni fa, non è vero? lo gli risposi che avevo un solo parente dalla parte di mio marito. Dopo aver risposto cosi la doma mi ripete che mi avrebbe richiamato. Tutto è qui, e non ha più telefonato. La nostra convinzione è che tutto serva a sviare le indagini, e non come si crede una veggente o altra cosa di simile, da non dimenticare che se fosse stato per scopo di danaro la donna avrebbe lasciato il suo numero telefonico. Ora siamo veramente stufi di averne sentite di tutti i colori durante venti anni, ma dopo tutto non abbiamo mai fatto compromesso con il diavolo.

Continuare a servire Geova in questo modo e indirizzare altri all’organizzazione e molto difficile, bisognerebbe promuovere ciò ch’è giusto e verace e non si dovrebbe mai dimenticare che Geova è un Dio di verità,ma quando si promuove il falso tutto diventa inutile e futile. Se tutto questa storia venisse a essere portata a conoscenza all’opinione pubblica questo renderebbe molto biasimo al nome che noi tutti portiamo. Sperando che tutto questo non succederà mai, confidiamo solo in Geova.

Avendovi informati di tutto ciò non abbiamo la minima idea di quello che potete fare, ma una cosa è certa che se continuano ad essere così corti in saggezza non ci sarà più niente che li possa distinguere dai falsi testimoni. Cosa ne penserete neanche possiamo saperlo ma possa Geova continuare ad ascoltare le nostre preghiere per non andare a finire nella più profonda disperazione. Pregate per noi e per loro con amore, e non dimenticate che non potrete mai capire il dolore che si può avere nel perdere un figlio di sette anni senza mai più trovarlo. Gesù diede ai suoi discepoli un segno per poter distinguere i veri cristiani, li riconoscerete dall’amore che avranno tra di loro.

Se questo non lo si vede e non lo si ha, in che luogo ci troviamo? Pregate per noi e tutti quelli che si trovano in queste condizioni, in quanto a noi conserveremo sempre la speranza che la verità di ogni questione sarà portata alla luce. Mediante l’amorevole benignità e la verità è espiato l’errore, e nel timore di Geova ci si ritrae dal male. (Proverbi 16:6). Preghiamo che Geova possa perdonarli. Ricevete i nostri saluti.
Famiglia Romano.

Adesso vi aspettate una relativa risposta a questa lettera? No, non ci sarà mai risposta.

Questa lettera impedii la disassociazione di tutta la famiglia.

Nella situazione di disassociati (espulsi) i membri della congregazione non si assoceranno al disassociato, né nella Sala del Regno, né altrove. Non converseranno con loro né mostreranno in alcun modo di notarli, e non gli rivolgeranno il saluto, il tutto servirebbe a fare capire la gravità del peccato che la persona ha commesso, e che si penta per tornare a far parte del popolo di Dio.

Queste erano le sanzioni che l’amorevole corpo degli anziani aveva preparato per l’intera famiglia. E questo è l’amore fraterno che il loro piccolo dio gli ha insegnato?


Quanto la famiglia Romano stava dando fastidio per subire queste sanzioni? Alcuni mesi dopo i miei genitori ricevettero la visita del sorvegliante in compagnia degli anziani, avrebbe dovuto essere una visita pastorale, una visita d’incoraggiamento ma quando mio padre non ricevette spiegazione razionale sull’accaduto si alzò, e con tono minaccioso puntando il dito domandava; – Hai tu firmato quella lettera? No, rispose la persona indicata. Il dito cambiava direzione, – Hai tu firmato quella lettera? – No. – Hai tu firmato quella lettera? – No.
– Hai tu firmato quella lettera? SI. – Questa lettera è stata inviata a Roma? SI.
A quel punto cosa altro aggiungere? si erano smascherati da soli. Il sorvegliante  diventava un uomo cattivo, gridando e sbattendo le mani sul tavolo e dichiarava: – Basta, questa situazione è insopportabile ed inaccettabile. Che non se ne parli più. A noi vostro figlio non ci interessa. La visita pastorale si concludeva in quel modo, si alzarono ed andarono via.
Nel frattempo cercavo a convincere mia madre di tutte queste assurdità ma lei continuava ad andare in predicazione, opera che ogni testimone di Geova è dovuto compiere per essere accetto a Dio.

Personalmente analizzo e mi accerto di tutto, e una domanda mi viene spontanea, ho cercato a darmi una razionale risposta.

A l’evidenza dell’accaduto, devo accertarmi di ogni cosa come le scritture ci incoraggiano a fare, oppure devo avere spontanea sottomissione a questa organizzazione? Che vergogna essere stato un testimone di Geova!

Mi è venuto da pensare ad un articolo della Torre di Guardia. Ricordate come il corpo direttivo considera gli apostati?

Sarei io allora un malato mentale? Non ho io il diritto di esprimere la mia opinione? Non credo proprio d’essere troppo duro nelle mie considerazioni.

Rileggete cosa dicono loro dei cosi detti apostati. Che miseria, la loro non è malattia mentale è solo manipolazione di massa.

Considerate che coloro che obbediscono a questi dettami, non avranno mai la possibilità di accertare cosa c’è di nascosto sotto la storia di Mauro. Non mi leggeranno mai… ma quando mi incontreranno cambieranno marciapiede. Per questa gente ho solo compassione niente altro.


Durante questa opera in compagnia di un fratello in fede mia madre trovò delle rivelazioni importanti che misero maggiormente al sicuro i nostri dubbi sulla famiglia Romanelli.

Ecco la necessità di scrivere una tersa lettera alla società, le rivelazioni erano cosi importanti che dovette combattere per crederci. Quale aiuto credeva di ricevere dalla società? Tutto quello che a noi importava era solo saperne di più su quel maledetto giorno in cui Mauro scomparve.
Eccone il contenuto:

Che mi dite vado veramente avanti? mi viene voglia di vomitare. Vomito?

Un casino di elementi importanti messi a disposizione della magistratura e al corpo degli anziani. E incredibile come il tutto sia passato come inosservato, senza vere e approfondite indagini, è sconcertante come abbiano ribadito, che non è vietato denunciare un fratello in fede.
Nel frattempo questi miei poveracci genitori testimoni di Geova non ebbero ancora il coraggio di denunciare immediatamente.

Ne frattempo i loro premurosi e amorevoli fratelli in fede consigliavano di lasciare stare, che era meglio per tutti.
Come potevano osare domandare:

Non so cosa farete ma non abbandonateci.

La lettera finisce con: Ho fede in Geova che vi metterà sulla strada giusta affinché sarà tutto come sotto il sole.

Evidente la loro risposta, il silenzio.


Un’articolo di giornale edito della congregazione cristiana dei testimoni Geova ribadiva una volta di più che la persona in questione non apparteneva ai testimoni di Geova.


E vero che nel periodo della scomparsa, queste persone non erano testimoni di Geova, ma si deve notare che esse studiavano la loro dottrina, e diventarono effettivi testimoni di Geova battezzati poco tempo dopo, se non erro, nel 1979. E dopo le relative rivelazioni recenti, (1997) rimasero per diversi anni, solo cambiando congregazione.


Ecco l’articolo di giornale: (La voce di Manduria)
Testimoni di Geova sull’indagato del caso Romano: “Non è nostro”

http://www.lavocedimanduria.it/wp/testimoni-di-geova-sullindagato-del-caso-romano-non-e-nostro.html

Ecco i commenti relativi all’articolo:

3 Commenti a ” Testimoni di Geova sull’indagato del caso Romano: “Non è nostro” “

  1. possy@hispeed.chscrive:

    C’è una grande differenza nel dire e mettere in pratica, la realtà è differente da quello che realmente fanno. Tutto sarà messo in opera per conservare la loro immagine. Questa ne è la prova. Ho sollecitato la risposta a questa questione indirizzando una lettera il 14 giugno 2010 alla WTS Roma con copia agli anziani della congregazione locale. Ma essi preferiscono diffondere a mezzo stampa e dall’ANSA. Lavandosi le mani dicendo che all’epoca l’indagato di oggi non apparteneva ai testimoni di Geova. Loro hanno ostacolato le indagine impedendo ai miei genitori di esporre denuncia. Io non accetto la loro solidarietà. Non fatevi ingannare. A tempo opportuno…ancora un pochettino… Antonio Romano

    Rispondi
  2. possy@hispeed.chscrive:

    Ribadite? Non è affatto contrario alle norme cristiane seguite dai testimoni di Geova denunciare alle Autorità una condotta criminosa che riguarda un testimone di Geova. Dunque in questo caso la famiglia Romano (tutta) sta solo divulgando menzogne contro i testimoni di Geova? E questo che ribadite? Ma come osate dire queste idiozie? L’immagine di chi volete conservare? Lo sapete che è una calunnia accusare una persona in questo modo quando quest’ultima può provarne il contrario? Quale dio state servendo? A disprezzo della verità, e solo la vostra immagine che conta? Ma come poteva Dio scegliere questo popolo? Il vostro comportamento è un insulto al nostro creatore. Aspettino risposta ad una lettera inoltrata a voi poche settimane fa. Spiegate alla gente perché non rispondete, capiranno… Con affetto fraterno. Antonio Romano.

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  3. Rino Mangiadeiscrive:

    Da spettatore venuto a conoscenza del caso mezzo massmedia mi chiedo: se c’è effettivamente – o almeno se la parte lesa di questa drammatica vicenda ha effettivamente le prove – una responsabilità di copertura o di favoreggiamento di reato legata alle regole e pratiche del culto in questione, perchè non tirare in ballo direttamente – mezzo TV e quotidiani di diffusione nazionale – per nome e cognome i massimi dirigenti confessionali? ho saputo che il “Bagnasco” geovista si chiama Roberto Franceschetti, e ha per vice tal D’Angeli o Angeli (chiedo venia ma non ricordo tutti i nomi che mi sono stati riferiti), visto che la CCTdG sul piano giuridico è l’equivalente della CEI, e che può già contare su un testo di intesa con lo Stato italiano in attesa di ratifica legale, perchè non coinvolgere questi signori davanti all’opinione pubblica? sui casi di pedofilia in ambienti cattolici (e in altre vicende con rilevanza penale) intervengono pubblicamente i Bagnasco, i Ruini, i Martini, persino il papa…perchè non stanare anche i vertici geovisti? in fondo sarebbe una dimostrazione di serietà anche da parte loro. Altrimenti con questi comunicati anonimi che si preoccupano di difendere un “brand commerciale” davanti alla temuta opinione pubblica ci fanno la figura di una setta catacombale di quattro gatti che vivono al margine del tessuto sociale piuttosto che di una confessione degna di una credibilità collettiva.

E meglio non troppo girar la merda, se no essa puzza di più.

Questo è il potere dei grandi, il silenzo.

Essi si dicono e mettono in pratica:

Lascateli stare prima o poi tutto entrerà in ordine.

Ma se per dio, i santi le madonne e chi piu vi piace, essi attaccherebbero se trovassero la minima cosa che diffama il loro nome. E senza scrupoli ve la faranno pagare.

Ed proprio questo che disse un fedele testimone di Geova sul loro forum ufficiale. Un certo tizio, ricordate? Quel Zorro con spada di gomma e cavallo morto.

Continua..